Lieve lama
Antonietta Angela Bianco
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Nel petto un nodo di spine antiche cresce,
radici nere che il tempo non scioglie,
eppure il perdono è vento che preme
e piano sposta il peso delle colpe.
Come fiume che torna al proprio mare
dopo aver scavato gole di dolore,
così l’anima, stanca di portare
catene d’odio, sceglie il suo colore.
È lama lieve che recide il filo
del rancore, non per cancellare il sangue,
ma per lasciare all’aria il suo respiro
e al cuore spazio dove il male langue.
Perdonare è spalancare al buio un varco,
lasciar filtrare luce che non condanna,
è sciogliere il nodo che il passato stringe
e camminare liberi dalla sua trama.
Non cancella la cicatrice impressa,
ma la trasforma in linea di rugiada,
memoria selettiva, dolce promessa
che l’amore vince anche sulla spada.
E se il perdono resta incompreso dono,
un seme caduto su terra arida e muta,
libera almeno chi lo offre al mondo
da quella prigione che si chiama paura.
È pace fatta con sé prima che con l’altro,
un atto d’amore che non chiede applauso,
nel silenzio del cuore, finalmente scarno,
l’anima respira e il peso si è sciolto.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
bellissima lirica (Pierfrancesco Roberti)
Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti25 marzo 2026
bellissima lirica versi superlativi con parole scelte nell’anima mi emozioni cara autrice congratulazioni
Alma Gjini25 marzo 2026
Questa poesia trasforma il perdono in un atto di coraggio e leggerezza: scioglie i nodi del passato senza negarlo, trasforma la ferita in rugiada e libera l’anima, mostrando che perdonare è soprattutto un dono che facciamo a noi stessi. Molto sentita


