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Introspezione 28 marzo 2026 · lettura 2 min · 53 letture

Prendimi per mano

Giuseppe Mauro Maschiella 683 poesie pubblicate
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S’impenna, larga, l’onda dei violini nella mia mente che tace e poi ribolle, risponde il piano e brilla nei si- bemolle come flash di ricordi in lampi cristallini. Prendimi per mano poesia e fa ch’io voli con dolcezza al mio paese, dove vissi giovinezza piena di speranze e liete attese. Porterò con me quando torno il profumo d’una età che non fa ritorno, la bellezza delle farfalle in quei cieli le acque cristalline che riflettevano fiori. Le mie fantasie di bambino le fusa del mio gattino, il fascino degli scoiattoli che felici giocavano sugli alberi. Garrivano rallegrando la piazza gioiose rondini a volo radente con precisi volteggi, finalmente tornavano al nido sotto la terrazza. La sera, girotondi di bimbi alla fontana intorno al piccolo parco opache luci lungo il viale discussioni e voci rintoccava dolcemente la campana. I banchi di scuola, la messa in latino ricordo le gite, nel sacco un panino. mia madre che preparava le torte gli sguardi rubati a gonne già corte. Quante nuvole, quanta pioggia è caduta quante giornate di sole, dalla lontana età beata! Disumana sorte tramata senza respiro dal tempo ma allora la speme era in piedi e s’andava nel vento. Ora il piano ha note tremolanti la sua musica cala di tono e si dispera anche i violini sono in fuga, latitanti han suonato brevemente per una chimera.
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L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella

Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le

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Molto apprezzata. Un caro saluto. (Antonietta Angela Bianco)

Che bella!! (Marcella Usai)

Commenti (2)

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Questi versi sono una sinfonia della memoria, un viaggio dolcissimo e malinconico verso quel "paese" dell’anima dove tutto era luce e attesa. È il ritratto di una giovinezza che profuma di torte fatte in casa, voli di rondini e speranze che correvano nel vento, prima che il tempo cambiasse il tono della musica. ​È una carezza al passato che ci ricorda come, nonostante le note oggi siano più tremolanti, la bellezza di quei lampi cristallini resti per sempre il tesoro più prezioso che portiamo con noi. Congratulazioni Giuseppe Mauro.

Marcella Usai28 marzo 2026

La tua poesia è un vero viaggio nell’anima: trasporta chi legge tra ricordi dolci e malinconici, con immagini vivide e suoni che si fanno emozione. Il modo in cui il piano e i violini diventano metafora della memoria è delicato e toccante. Molto apprezzata