Danza di primavera
Antonietta Angela Bianco
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S’apre nel petto un varco, un raggio d’oro,
mentre il silenzio invernale si spezza;
Marzo ridesta l’antico tesoro
col tocco lieve d’una mite brezza.
L’anima scioglie i nodi del dolore
che la stringevano, freddi, nel buio;
or canta un inno al ritornato sole,
come ruscello che esce dal pendio.
Metto le ansie nel palmo del vento
e lascio che vadano, perse, lontane;
accolgo in grembo questo mio momento,
tra l’erba nuova e le promesse strane.
Le prime gemme sono sogni accesi
sui rami nudi della mia speranza;
tutti i pensieri che ho lungamente appesi
trovan nel cielo un’immensa stanza.
Non c’è più guerra, solo un’armonia
che dalla terra sale e mi solleva;
Marzo m’insegna la sua dolce via
e ogni ferita si placa e si eleva.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Commenti (1)
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Ausilia Giordano30 marzo 2026
La Primavera spadroneggia lieta in questi leggiadri versi, che sanno di fresco profumo di fiori e di nuove speranze, poiché primavera è rinascita e lo si avverte nella frescura di marzo e delle sue novità con improvvisi acquazzoni, veloci e brevi nevicate, e lunghe ore di sole. Meglio accogliere le "strane" promesse, nell’armonia di una natura che cambia continuamente aspetto, mentre si ravviva. I miei complimenti alla poetessa.

