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Introspezione 31 marzo 2026 · lettura 1 min · 81 letture

Ascolto delle crepe

Pierfrancesco Roberti 1105 poesie pubblicate
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Attraverso le crepe sedute sulla soglia della porta del mare vinco il silenzio dei pensieri sporchi di ombra. Ascolto le tenebre riportate dal suicidio assonnato sento le crepe della mia anima risuonare nei miei occhi bellissimi. Palpita la mia dolcezza assopire la stortura dei miei pensieri sento la bruma del vento infreddolire la nudità della mia purezza. Ascolto le voci che parlano spettinate ed insultanti silenzio dell’ancora assestata sull’onda. Porta della guarigione
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Pierfrancesco Roberti
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Le sensazioni lasciate dai lettori.


, complimenti! (rosanna gazzaniga)

Commenti (4)

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Marcella Usai31 marzo 2026

Una poesia intensa che racconta un conflitto interiore tra dolore e desiderio di pace. Le immagini di crepe, ombra e voci dure esprimono fragilità, mentre la dolcezza e la “porta della guarigione” suggeriscono una ricerca di luce e di equilibrio. Versi bellissimi

Ausilia Giordano31 marzo 2026

Le crepe, le fessure del mondo sono davanti allo sguardo del peta e si mostrano nella loro vivacità. Il poeta ascolta e avverte malinconia e dolcezza nelle proprie sensazioni. Elogio grande.

Questa poesia è un’intensa esplorazione della fragilità interiore, descritta come un insieme di "crepe" attraverso cui l’io lirico osserva le proprie ombre. ​ Il testo mette in scena una lotta tra la pesantezza dei pensieri oscuri e una purezza vulnerabile, che cerca di resistere al freddo e agli insulti esterni. Il finale, però, apre uno spiraglio di speranza: l’accettazione di queste ferite e il silenzio dell’anima diventano la soglia necessaria per attraversare la "porta della guarigione". Bellissima poesia, complimenti.

rosanna gazzaniga1 aprile 2026

in questa bella poesia, mi hanno colpito immagini potenti: la porta del mare e quella della guarigione, sono entrambe piene di crepe dalle quali fuggono ed entrano pensieri contrastanti. Timidezza ed audacia restano così in un equilibrio silenzioso che consola.