Fenditura del visibile
Marcella Usai
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Al mio centro muto
le forme si sciolgono
oltre il visibile.
Sottraggono peso
da una meridiana senza tempo
che segna l’ora di un sole interiore.
Sono eco di un vuoto che colma
ricamo di nebbia che regge il mondo.
Geometria di cristallo che non taglia
ma rifrange il buio in spettri di seta.
Sono marea bianca in un campo di pietra
il battito d’un’attimo che ferma la polvere.
Sospeso tra respiro e abisso
dove il rumore diventa luce originaria.
Sono orbita muta, centro che attrae
senza mai chiedere il nome al viandante.
Un punto di bianco su una tela di assenze
la fenditura da cui cola il domani.
©
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L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
Commenti (1)
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Pierfrancesco Roberti1 aprile 2026
bellissima lirica versi profondi riesci sempre A scrivere poesie meravigliose complimenti Marcella

