L’universo sulla pelle
Antonietta Angela Bianco
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Sull’arpa tesa del mio petto il vento
passa e ridesta un brivido profondo;
non è dolore e non è smarrimento,
ma il battito segreto di ogni mondo.
Sono cristallo in mezzo alla tempesta,
vibro se un’ombra sfiora la vetrata;
nell’anima un sussurro solo resta,
eco di luce in terra abbandonata.
Come una vela che nel mare impara
a farsi spinta dalla tesa brezza,
così l’essenza mia, seppur amara,
beve dal pianto l’ultima dolcezza.
Il mondo urla e il cuore si fa spiaggia,
accoglie l’onda e il tuono della sera;
su me la pioggia dei pensieri viaggia,
mentre io resto come bianca cera.
Non è condanna il fuoco che mi accende,
ma un modo d’essere l’onda che s’increspa;
la vita il suo ricamo mi distende
tra il ronzio dell’ape e della vespa.
Sintonizzato al ritmo delle stelle,
ascolto il sangue farsi melodia;
porto l’universo sulla pelle,
una ferita che è la strada mia.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti2 aprile 2026
bellissima lirica versi intensi e profondi delicato ritmo musicale che rende meraviglioso il tutto. complimenti cara Antonietta
Alma Gjini2 aprile 2026
È una poesia che vibra tutta di interiorità, dove il corpo diventa strumento “arpa”, “vela”, “cera” e traduce il sentire in immagini delicate ma vive. Molto suggestive le metafore naturali della poetessa, che fondono emozione e universo, come se l’io fosse in continua risonanza con tutto ciò che lo circonda. Resta addosso l’idea di una sensibilità intensa, quasi fragile, ma capace di trasformare anche la ferita in musica e cammino. Sempre !


