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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Antonietta Angela Bianco
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Famiglia 4 aprile 2026 · lettura 2 min · 74 letture

La tua voce in me

Antonietta Angela Bianco 975 poesie pubblicate
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Sei la radice che spacca il cemento, il battito sordo che la casa tiene, quando la luce si arrende al tramonto e il mio silenzio ti chiama per nome. Ti cerco nel taglio di un raggio improvviso, tra i libri aperti e il profumo del caffè, sono la figlia che specchia il tuo viso, mentre il destino mi porta lontano da te. Eri l’approdo dove il fiume si placa, la mappa tracciata su un palmo di mano. Ora la tua assenza è una scia che placa l’onda di un mare che resta lontano. Siamo due fili di un’unica trama, separate dal vetro di un tempo sospeso. Sento il richiamo di chi ancora mi ama, come un segreto che non pesa sul cuore. Sei la parola che non ho mai detto, l’inchiostro che scrive la mia libertà. Porto il tuo nome come un amuleto, dentro l’inverno di questa città. Restami addosso come fa la neve, che copre il dolore senza farlo gridare. Sarà il tuo amore, così dolce e lieve, l’unico ponte che mi aiuta a passare.
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Antonietta Angela Bianco
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Le sensazioni lasciate dai lettori.


Bellissimo testo. Un abbraccio. (Ausilia Giordano)

bellissima 🙂 (Daniele miraflores)

Commenti (3)

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Alma Gjini4 aprile 2026

la poesia della poetessa è un canto intimo sul legame madre- figlia, dove l’assenza non spezza ma trasforma l’amore in una presenza invisibile e tenace. La madre diventa radice, casa e memoria viva, che continua a pulsare anche nella distanza. Tra malinconia e dolcezza, il dolore si fa neve lieve: non scompare, ma copre e custodisce, lasciando spazio a una forza che accompagna. Molto profonda e sentita!

Ausilia Giordano4 aprile 2026

Continua in questi meravigliosi versi, il dialogo famigliare avviato alcuni versi fa. Una lotta tra il passato - che non vuole dare tregua - e il presente - che si richiama costantemente al passato -, senza volersene distaccare. Il bisogno conscio e inconscio di una figlia che richiama in appello l’amore e il supporto genitoriale come presenza vitale e coerente, giorno dopo giorno, come elemento di vita, per poter andare avanti e vincere le vicissitudini del mondo. In tutti i posti della vita, la presenza affettiva è la foce di un fiume che calma le acque nel loro afflusso al mare, è un raggio di sole che riscalda, è la parola che sa sempre incoraggiare ... tutto vive e rivive nel desiderio e nel ricordo. Elogio alla poetessa.

Daniele miraflores4 aprile 2026

Non riesco a commentarla la spiegazione e già nelle parole da te scritte ...molto intense . Ti abbraccio 😘