E resta un faro
Antonietta Angela Bianco
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Tra banchi antichi il gesso era respiro,
nebbia di sogni accesa nella mente;
la voce, un filo teso verso il futuro,
scriveva il mondo piano, lentamente.
Lì l’errore era seme sotto il sole,
la paura un quaderno da sfogliare;
si cresceva inciampando tra le ore,
come un fiume che impara ad andare.
Oggi la scuola è ponte e mare aperto,
schermi come finestre sull’altrove;
il sapere è un dialogo scoperto
che cambia forma, ma radici muove.
Domani avrà il passo dell’ascolto,
mani diverse in cerchio a costruire;
sarà promessa, non recinto chiuso,
luogo dove imparare a fiorire.
E resta un faro, ieri come adesso,
tenere viva la sete di senso,
perché ogni mente trovi il suo cammino
tra memoria, coraggio e nuovo inizio.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti6 aprile 2026
bellissima lirica versi intensi e profondi emozioni forte complimenti cara Antonietta
Ausilia Giordano6 aprile 2026
Il vissuto scolastico tra ieri e oggi in una comparazione esemplare, tra un gesso che leggero scivolava sulla nera lavagna e lezioni orali con voce che voleva essere insegnamento- apprendimento per docenti e alunni, insieme verso un futuro fatto non solo di conoscenze, ma anche di relazioni socio- affettive e la scuola odierna condotta con una diversificazione di strumenti nuovi. La scuola è e sarà sempre un un faro acceso per guidare l’apprendimento verso la vita futura. elogio alla poetessa.


