Il travaglio della terra
Marcella Usai
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Le costole sono rami di buganvillea
il cuore un bulbo che spacca la pietra
per nutrire di rosso il fango.
Non è aprile: è un’emorragia
che sgorga dalle cicatrici del suolo.
Le radici entrano nei piedi come chiodi
ancorano le madri, alla polvere.
Lo scheletro si fa colonna
per reggere questo cielo cobalto.
Fioriscono per dispetto, tra le spine.
Il ricordo è una collana di mani
un sussurro di latte e tempesta
che strappa petali dal petto.
Sono linfa e lacrime
farfalle di vetro, fiori vivi.
Sotto la festa del colore resta il silenzio.
È terra nuda quella che accoglie
senza trucco, solo fame.
Un ventre scuro che ingoia e risputa
dove ogni radice è un grido senza voce.
Siamo tutti nudi come questa zolla cruda
spogliati di sogni, ridotti all’essenza.
Il tempo ci modella dentro con dolore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
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