Lo specchio della notte
Antonietta Angela Bianco
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S’apre la porta di un antico regno
quando la luce muore nel giardino
e il sonno incide, con sottile segno,
il volto del pensiero più vicino.
È uno specchio di nebbia e d’argento
dove l’immagine si fa memoria,
vola il ricordo come foglia al vento
dentro le pagine di un’altra storia.
Vibrano i sensi in un riflesso d’oro,
nuotano i giorni in un mare profondo,
ogni speranza svela il suo tesoro,
mentre si sgretola il rumore al mondo.
Sono i sospiri che non hanno voce,
fiori sbocciati in terre senza nome,
un fiume dolce che non trova croce
e scioglie del dolore le sue chiome.
Così la mente, in magica deriva,
guarda se stessa e scopre il suo segreto,
finché l’aurora sulla bianca riva
chiude lo specchio e rende il cuore lieto.
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