Il peso del sole
Antonietta Angela Bianco
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In questa pioggia d’acciaio,
obliqua e insistente,
io sono un campo arato e nudo,
che beve il cielo scuro.
Non c’è ancora la promessa della rosa,
ma un ronzio sordo sopra il tetto
e il fango che inghiotte i passi stanchi.
Sono l’attesa inquieta
di un germoglio che stenta,
mentre il freddo dell’inverno
trattiene ancora ogni ricordo.
Eravamo due rami nudi,
intrecciati nella tempesta,
con radici che si cercavano al buio,
nutrite da una pioggia che non dava tregua.
Ma quando il diluvio è cessato
e l’acqua ha lavato le ferite,
è spuntato un germoglio tenero,
con il sole tra le dita delle mani.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
Commenti (1)
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Pierfrancesco Roberti10 giugno 2026
bella lirica figure poetiche emozionanti versi intensi e profondi complimenti

