L’ultimo canto di Saffo
Giuseppe Mauro Maschiella
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Tramontata è la luna, e il cielo tace,
le Pleiadi svanite nel loro velo di brace.
Giovinezza dilegua, la notte non mi consola
nel mio letto resto ancor sola.
Eros mi scuote, selvaggio e feroce
di desiderio, che per me è una croce.
Dolce- amara la sua morsa crudele,
ma a me non ape, non miele.
Natura matrigna, non mi desti splendore,
mi negasti bellezza, mi togliesti l’amore.
Invano rivolsi agli dèi la mia preghiera,
rispose il silenzio e la sorte più nera.
Di quale colpa fui macchiata nascente,
perché le Parche filassero un filo dolente?
Il ruscello fugge, l’alba non mi vede,
la terra mi sfugge, la vita mi cede.
Faone, che invano cercai nel mio ardore,
vivrà felice, se può chi è nato senza amore.
Io scendo a Dite, nel suo regno profondo,
dove tace l’inganno e finisce il mondo.
E mentre la notte il mio passo accompagna,
ripeto il lamento che il cuore mi segna:
“Tramontata è la luna...” e nel suo chiarore
si spegne per sempre il mio fragile amore.
Qui, sulla rupe, inizia il mio canto,
ultimo soffio di dolore e pianto.
©
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L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella
Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le
Commenti (1)
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Pierfrancesco Roberti10 giugno 2026
bellissima lirica versi intensi ed emozionanti colpiscono a fondo il lettore .complimenti caro autore

