Ombra sola
Antonietta Angela Bianco
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Scende l’anima il vago suo declivio,
come piombo che cerca il proprio fondo;
giunta del tempo al critico bivio,
lascia la pelle e l’eco del suo mondo.
È un rito di sale, un fuoco che tace,
tra specchi di vetro e sguardi di fango;
non cerca il perdono, non chiede la pace,
ma segue dell’ombra il cupo suo rango.
Come la larva nel chiuso rigore,
che scioglie la forma in liquido oblio,
bevi il distillato del tuo dolore
per farti radice, per farti fruscio.
Una mano invisibile regge il passo
dove il nero si fa casa e dimora;
non trema la terra, non cade il sasso,
mentre la notte si sente un’aurora.
Risale il respiro tra le macerie,
portando il segreto di ciò che fu perso;
le ombre non sono più carceri serie,
ma pieghe d’argento dell’universo.
Torni alla luce con occhi diversi,
colmo di un buio che farsi sa mite;
tra i vecchi abissi che hai attraversato,
sbocciano gemme di forze inaudite.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
Commenti (1)
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Pierfrancesco Roberti13 giugno 2026
bellissima lirica intensi versi profondamente umani emoziona il cuore del lettore complimenti

