Il corpo, territorio assediato
Il corpo smette di essere rifugio.
Diventa territorio assediato,
maltrattato, violato
da ogni forma di tortura,
una frontiera che cede
senza rumore.
.
La pelle non contiene più:
si apre in crepe invisibili,
impara il linguaggio del colpo,
la memoria del ferro.
.
Ci sono ossa che scricchiolano
come porte mal chiuse,
muscoli che dimenticano
il loro antico gesto.
.
La fame scrive il suo nome
in ogni curva,
lo ripete
fino a svuotarlo.
.
E arriva un punto
in cui né il corpo né la mente
ti appartengono:
.
sei un resto,
una forma che resiste,
un’ombra aderente
a ciò che un tempo era carne.
.
Ma qualcosa, minimo,
persiste:
.
un battito ostinato,
una negazione segreta
a scomparire del tutto.
.
EL CUERPO, TERRITORIO SITIADO
.
El cuerpo deja de ser refugio.
Se vuelve territorio sitiado,
maltratado, violentado
por toda clase de torturas,
una frontera que cede
sin ruido.
.
La piel ya no contiene:
se abre en grietas invisibles,
aprende el idioma del golpe,
la memoria del hierro.
.
Hay huesos que crujen
como puertas mal cerradas,
músculos que olvidan
su antiguo gesto.
.
El hambre escribe su nombre
en cada curva,
lo repite
hasta vaciarlo.
.
Y llega un punto
en que ni tu cuerpo ni tu mente
te pertenecen:
.
eres un resto,
una forma que resiste,
una sombra adherida
a lo que alguna vez fue carne.
.
Pero algo, mínimo,
persiste:
.
un pulso obstinado,
una negativa secreta
a desaparecer del todo.
©
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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