Il vuoto del privilegio
Antonietta Angela Bianco
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Nel grigio fumo della stanca valle,
dove il carbone ammanta ogni sentiero,
piegano i vinti le ricurve spalle
sotto il dominio d’un padrone austero.
L’ingranaggio vorace mai non tace,
macina vite tra le ferree ruote;
mentre il potente dorme nella pace,
l’anima dell’offeso si percuote.
Cade la neve sopra i cuori nudi,
di chi fu re ed ora è polvere al vento,
vittima d’altri e di destini crudi
che han trasformato il senno in un lamento.
Traditi affetti per un pugno d’oro,
amori naufragati in un forziere;
l’amico vende il sacro suo tesoro
per occupare un posto di potere.
Ma chi solleva il peso del vicino,
in questo mondo di catene e pene,
cambia la trama del crudel destino
e scioglie il nodo delle scure vene.
Sia la tua mano grazia che s’affianca,
un tocco lieve che non reca offesa;
poiché se l’altrui forza al mondo manca,
l’arte sia l’urlo e la giustizia resa.
©
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Antonietta Angela Bianco
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