Calice di seta
Antonietta Angela Bianco
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Il vento scuote il velo dell’inverno
e il sole ricama l’erba di smeraldo,
mentre il ruscello, fuggito dall’eterno
gelo, sussurra un canto mite e caldo.
L’aria diviene un calice di seta
dove ogni gemma esplode in un sospiro;
la terra par che sogni d’esser lieta,
chiusa nel cerchio d’un azzurro giro.
Come una sposa che si desta al mattino,
la selva si riveste di speranza;
trema il pescheto, pallido e divino,
mentre la luce intreccia la sua danza.
Sui rami nudi il battito del fiore
è un batticuore che non sa tacere;
aprile è un’eco, un brivido, un fervore,
che versa vita in giovani chimere.
Non è più tempo di memorie amare,
ché il cielo apre le braccia all’orizzonte;
torna la rondine a solcar il mare,
portando il raggio sulla scabra fronte.
Tutto rinasce in una luce bionda
tra nuovi odori e tenere promesse;
la vita è un’onda morbida e profonda
che scioglie il nodo delle nubi oppresse.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
complimenti Antonietta S (carla composto)
Commenti (1)
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carla composto20 giugno 2026
sempre brava poetessa l’ultima quarina intensa e bella...

