Era un amico
Stefano Acierno
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Ebbi con lui "confiance"
Ora commentano se fosse vera gloria
Tengo per me cosa ci dicemmo
Ma gli fui amico
E lo rivedo ancora
ch’è sempre li’ a riflettere,
anche quando svagato,
financo sulle cose più banali.
Sbottava a tratti infatti
e ne traeva un suo proprio giudizio
o più spesso un interrogativo,
ma praticava maieutica
sulle domande più alte.
Lo si disse perciò un pensatore,
ma sbrigava il potere.
Come una professione.
Vi era vocato,
epperò sapeva
che il potere è violenza,
non mai del tutto equo,
e che le verità sono parziali
e che conta però un’idea generale,
che bisogna decidersi comunque,
che non si è al di sopra di nessuno.
Questo lui lo sapeva.
Di sicuro questo.
E continuava.
Si è detto diventa chi sei.
“Entelechia”...
Lui lo divenne.
Diversamente anch’io
(volevo restare me stesso)...
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Stefano Acierno
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