La verità dei falsi profeti
Ausilia Giordano
686 poesie pubblicate
+ Segui

Vaghi castelli incantati
senza re né regine né fate,
son i discorsi di chi al vero è negato
e infondatezza e presunzione respira.
Come sterili piante dal cavo fusto
e riarso fogliame son le loro convinzioni,
carenti di linfa di sacro alimento,
lasciati al soffio del rapido vento.
Di vanagloria agghindati,
si ergon a portator di vuote certezze,
simulati consiglieri attempati
e di false profezie detentori,
ma di plumbeo fumo e aria impura,
riempiono le menti e il cuore
di chi speranza ripone
nella doppiezza delle loro parole.
Coi lor concetti mai avvalorati,
tali genie in diniego e aberrazione
al veritiero spirito sono,
coi loro concetti e le opinioni.
Come fragili vetri di piuma
cadono essi in frantumi
di fronte ai retti responsi
di chi aroma di sapienza respira.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Ausilia Giordano
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Antonietta Angela Bianco22 giugno 2026
Questa intensa poesia offre una lucida riflessione sull’inganno delle false certezze e sulla fragilità di chi professa verità infondate guidato solo dalla vanagloria. Attraverso metafore potenti e suggestive, come i castelli incantati vuoti e le piante sterili e riarse, il testo svela l’inconsistenza di parole cariche di doppiezza. L’opera si eleva infine come un monito morale e un elogio della rettitudine, celebrando il trionfo della vera sapienza che, con la forza della verità, manda in frantumi ogni illusione. Congratulazioni poetessa, poesia molto bella e condivisa.

