L’eco del cuore
Antonietta Angela Bianco
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Nel petto batte un mare senza sponde,
un’onda antica che non trova posa,
mentre il pensiero tra le pieghe asconde
una speranza fragile e preziosa.
È dolce il male della nostalgia,
come un tramonto che riscalda il viso;
una ferita che si fa poesia
e ruba al pianto l’ombra di un sorriso.
Ma morde poi la fiamma più feroce,
passione che consuma e che spaventa,
che leva al labbro l’ultima sua voce
e come un lupo nell’oscurità si avventa.
C’è un peso poi che non produce suono,
macigno d’ombra sopra il sentimento;
un silenzioso e lucido perdono
che si dissolve come polvere nel vento.
Eppure il cuore, in questo suo tremare,
scopre che il buio è un varco di splendore;
come una perla nata in fondo al mare,
cambia la forma al proprio antico errore.
Non è ferita chiusa dal rimpianto,
ma luce nuova che tra le crepe appare;
il battito si scioglie in un incanto
mentre la vita impara a naufragare.
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Antonietta Angela Bianco
Commenti (1)
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Ausilia Giordano22 giugno 2026
Non ricordo se questo testo l’ho già letto nelle pubblicazioni di Aprile. Il testo apre la danza delle riflessioni interiori sia dell’autore, sia del lettore. Il cuore che lotta per distogliersi dalla sofferenza, ma con poco successo e nonostante tutto, vive la speranza di un varco che allontani da lui ogni pena. Una nuova luce può sempre nascere. Complimenti.

