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Ribellione 25 giugno 2026 · lettura 1 min · 43 letture

Cancellazione del potere

Pierfrancesco Roberti 1105 poesie pubblicate
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Stefano Massini pizzico di follia cancellato dal potere Via dei Matti 00 poesia musicale silenziato dal governo quante ribellioni di razionalità troncata dal telemeloni Riserva Indiana ultimo spazio libero ucciso dal potere pizzico di teatro aperto sul mondo imprigionato dal buio Vogliamo la libertà nel fronte dello spazio poesia che lucidi un frammento di libertà hanno cancellato la parola protesto con umiltà contro l’arroganza del potere dipinto il colore nero del potere storto dal silenzio
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Le sensazioni lasciate dai lettori.


Complimenti, versi che colpiscono. (Franco Scarpa)

Commenti (5)

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Marcella Usai25 giugno 2026

Il testo dell’autore Pierfrancesco Roberti, esprime una forte critica contro il controllo e la censura da parte del potere, visto come una forza che soffoca la libertà di espressione, l’arte e la razionalità. Attraverso l’uso di immagini d’impatto come il silenzio imposto e il colore nero, l’autore lancia un grido di protesta per difendere la libertà della parola e della cultura. Lo stile è diretto, privo di rime rigide e focalizzato sulla trasmissione immediata di un messaggio di resistenza civile. Plauso Pierfrancesco

«Or ti piaccia gradir la sua venuta: libertà va cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta.» (Purgatorio canto I vv. 70- 72) L’accostamento mi sembra idoneo a rispecchiare il pensiero del poeta.

Ausilia Giordano25 giugno 2026

La violenza, argomento sempre molto discutibile. Grande il grido del poeta contro tutte le violenze. Complimenti.

Il testo poetico esprime una forte e accorata protesta contro la censura e il controllo governativo. I versi denunciano la soppressione della libertà d’espressione, della poesia e del teatro, rivendicando con forza il bisogno di spazi liberi e di parola di fronte all’arroganza del potere. Congratulazioni Pierfrancesco.😊

Franco Scarpa25 giugno 2026

La poesia trasforma una serie di cancellazioni culturali in un atto di resistenza: ogni verso registra una voce spenta e la rilancia come protesta quieta ma determinata. Il ritmo spezzato e le immagini dure del “potere” creano un contrasto netto con il bisogno di libertà che attraversa il testo, rendendolo un gesto civile più che politico. Riguardo a questi provvedimenti, credo che la libertà richieda equilibrio: dare spazio a tutte le voci, senza sbilanciamenti. Forse alcune sospensioni sono state motivate dall’idea di tutelare l’ecosistema culturale e informativo, ma resta essenziale che nessuna parte venga oscurata.