Echi di seta
Antonietta Angela Bianco
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Il cielo sbiadisce in un grigio d’aprile,
mentre il silenzio si fa ragnatela;
la tua parola è un approdo sottile
che al largo del mio petto alza la vela.
Siamo due rive che il fiume allontana,
specchi di polvere in stanze deserte;
la tua voce è una musica lontana
che cura queste mie piaghe scoperte.
Ho seminato tempesta nel sale,
bruciando i giorni come fili d’oro;
ora ogni mio pensiero batte l’ale
cercando invano il perduto tesoro.
Se l’ombra scende e si beve il sentiero,
fammi sentire il tuo passo vicino;
il tuo respiro sia l’unico vero
faro che guidi il mio buio cammino.
Non lasciar l’anima chiusa in un guscio,
come una perla tradita dal mare;
vieni a bussare alla soglia dell’uscio,
insegnami ancora il mestiere d’amare.
Parlami adesso, che il tempo si sfalda
e il cuore è un vetro che teme l’inverno;
la tua parola, fiammella più calda,
rende un istante di pace un eterno.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Versi molto appassionati. (Ausilia Giordano)
Commenti (1)
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Ausilia Giordano2 luglio 2026
Testo in strofe di quartine e in endecasillabi di rime alternate. Solitudine e nostalgia, malinconia e passione penante si incrociano e si rincorrono in questi endecasillabi, che sembrano scorrere lungo un fiume immenso in cerca dell’amore che la protagonista non vuol perdere, di cui attende il ritorno. Si tuffa nell’inconscio, l’autrice, cercando di rivedere la responsabilità delle proprie azioni agite e trascurate: "tempesta nel sale", bruciando le possibilità, ma resta la Speranza di riallacciare il discorso d’Amore. Complimenti.

