Vampa sospesa
Antonietta Angela Bianco
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Cade la pioggia e morde la scogliera,
mentre il mio corpo cerca il tuo calore;
non è più notte e non è più stasera,
ma un solo istante privo di rumore.
Corre il torrente e spacca la montagna,
vortice d’ambra che non sa fermarsi;
la tua presenza è l’onda che mi bagna,
l’unico modo per non ritrovarsi.
S’apre la terra e libera il profumo
della ginestra nuda sotto il sole;
nel tuo respiro piano mi consumo,
senza il bisogno di cercar parole.
Vola un gabbiano contro l’orizzonte,
sfida la forza del maestrale ardito;
poggio la vita sopra la tua fronte,
come un segreto che non è finito.
Siamo due rami stretti nella tempesta,
linfa che scorre verso la radice;
nient’altro conta, nient’altro ci resta,
se non l’istante in cui mi rendi felice.
Resta la luce tra le dita intrecciate,
mentre la luna d’oro si fa bianca;
sono per te le mie vette scalate,
l’unica pace che mai non mi stanca.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
Commenti (1)
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Ausilia Giordano3 luglio 2026
meraviglioso testo poetico, i versi scivolano leggeri nel cuore di chi legge. Desiderio di appagamento e passione, nostalgia e timore di perdere una conquista sulla cresta dell’onda aa rischio di ribaltarsi. Tutto è salvabile e risolvibile, se si è insieme, vicini, uniti nell’amore. Complimenti alla poetessa.

