La mia Dimora tra le Stelle
Ausilia Giordano
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Mi avvertivan, da bambina,
di non contar le stelle del cielo,
ma io sempre una dopo l’altra le quantificavo.
Le calcolavo ed esaminavo
e poi riprendevo a valutare,
anche se gli altri mi ammonivano.
Gli adulti stessi timore s’incutevamo
nello scrutar il firmamento,
per riguardo o per timore verso l’infinito.
Io sempre decisa verso le stelle
fissavo di sera lo sguardo ammirata.
Distinguevo e ne seguivo gli spostamenti.
Su cartaceo prospetto
ne costruivo i raggruppamenti,
con la mia sbalordita e fantasiosa mente.
Pochi responsi ai miei quesiti bambini,
dall’umano adulto mondo ottenevo,
per un tal dono dal Creatore a noi elargito.
Loro, al cielo mai innalzavan lo sguardo
prima del segno della santa croce,
in riverenza e devozione.
Volavano alti verso le stelle
i miei innocenti pensieri di bambina
limpidi nel blu del cielo di notte.
Sulle loro scie viaggiavo
agganciata alle stelle in successione
e nella mia mente favole costruivo.
Nel mio cuore fanciullino
tra le più sfavillanti stelle
la mia dimora sceglievo e vi abitavo.
A sera, con le stelle conversavo,
il mio viaggio nell’universo progettavo
a cavallo dell’Orsa Maggiore,
e dalla finestra il mio congedo cordiale:
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L'autore
Ausilia Giordano
Commenti (1)
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Laura Sensoli4 luglio 2026
Hai saputo descrivere quell’io fanciullino che ci portiamo dentro. Chi in tenera età non ha mai alzato gli occhi al cielo ad ammirar le stelle? Quanti sogni e speranze nel dialogo con loro. Veramente intensa!

