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Sociale 10 luglio 2026 · lettura 2 min · 34 letture

Oltre il confine del visibile

Antonietta Angela Bianco 975 poesie pubblicate
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Cara mamma, non cerco più di scorgere il tuo volto nel riflesso delle cose ovvie. Se la vita è un cerchio, tu ne sei diventata il centro invisibile, quel punto fermo che non ha bisogno di mostrare "due facce" per esistere, perché è sostanza pura, priva di spigoli. ​ Mi ero perso a guardare il mondo come una sfida tra chi sale e chi resta indietro, ma ora capisco che la vera ascesa non ha nulla a che fare con la rispettabilità o il successo. È un cammino silenzioso, simile a quello dell’acqua che scava la roccia: non urla la sua forza, la dimostra con la costanza. Mentre fuori tutti gridano verità assolute e sciorinano dottrine come fossero scialuppe di salvataggio, io mi rifugio nel tuo silenzio, che è molto più eloquente di qualsiasi "vangelo" moderno. ​ Il futuro non mi spaventa più come un’equazione da risolvere. Ho smesso di chiedermi a chi apparterrà l’ultima parola; mi basta sapere che la prima l’hai pronunciata tu, dandomi il ritmo del respiro. Non siamo camaleonti che cambiano pelle per paura, ma alberi che accettano di perdere le foglie per nutrire il terreno. Quell’instabilità che prima mi terrorizzava, ora la vedo come l’energia delle stelle: bruciamo per trasformarci in luce, non per restare integri. ​ Lascio agli altri i misteri delle Piramidi o i segreti degli abissi. Il mio unico enigma irrisolto resta la tua capacità di esserci ancora, nonostante l’assenza. In un tempo dove tutto è maschera e recita, dove il dolore si mette in mostra e il tradimento si veste da innocenza, io cerco la nudità di quel legame che non ha bisogno di copioni. ​ Non cerco giorni straordinari, mamma. Cerco la dignità di uno svolgimento semplice, la bellezza di un tema scritto senza cancellature, dove il ridere e il piangere siano solo punteggiatura necessaria. La vita non è un calcolo matematico da far quadrare, ma un canto che continua anche quando la voce viene a mancare. ​ Ti sento nel battito delle piccole cose. Ti stringo forte, con la speranza che le nostre orbite tornino a incrociarsi, un giorno.
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