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Impressioni 11 luglio 2026 · lettura 1 min · 40 letture

Sussurrami o fiore

Pierfrancesco Roberti 1105 poesie pubblicate
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guardami nettare che cuci il silenzio nella porta azzurra sussurrami il fiore che vive nel sogno delle stelle riempimi l’amore annodato dell’angolo dei gerani sogno celeste che suoni il mare del violino il silenzio riempie il vento del libeccio sussurra la disumanità che cammina da sola nella neve suono il violino spezzato del silenzio chiusa nella tratta del miracolo del fiore
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Pierfrancesco Roberti
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Versi sentiti, con una luce che arriva subito. (Franco Scarpa)

come ssempre complimenti pierfrancesco (carla composto)

Commenti (4)

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Franco Scarpa12 luglio 2026

Questa poesia si costruisce attraverso immagini che non descrivono la realtà, ma la evocano: un fiore- simbolo che diventa voce, sogno e fragile miracolo. Il silenzio assume una consistenza quasi concreta, mentre il violino esprime la vibrazione più profonda dell’anima. L’immagine della disumanità immersa nella neve introduce un’improvvisa nota di gelo e smarrimento. Nel complesso, il testo crea un intenso paesaggio interiore in cui natura, musica e freddo dialogano tra loro, mentre l’io poetico cerca di custodire ciò che rimane di luminoso e vitale.

carla composto12 luglio 2026

bella lirica che va letta in slenzio bellissime descrizioni elogio sincero

Marcella Usai12 luglio 2026

Questa poesia mi ha colpito molto. Ha un ritmo che cattura subito, quasi come se fosse una melodia. Mi piace come riesci a unire immagini delicate come i fiori e le stelle a sensazioni più profonde e un po’ misteriose, tipo il silenzio e il violino spezzato. È un testo evocativo, intenso e capace di trasmettere delle bellissime emozioni fin dalla prima lettura. Davvero complimenti per la sensibilità e la scelta delle parole.

maurizio nerozzi26 luglio 2026

Il testo funziona come un sogno, nel quale le cose non si spiegano ma si trasformano l’una nell’altra. La sua riuscita maggiore è che non descrive la solitudine: la fa respirare dentro immagini belle e ferite. ‘Sogno celeste che suoni il mare del violino‘. Raramente ho letto sinestesie così travolgenti. Complimenti.