Svestiamo le parole
Antonietta Angela Bianco
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Non serve andare al largo tra le sponde
cercando un verso che l’anima ristori,
se il canto già tra i muscoli si nasconde
e scava solchi ai nostri vecchi errori.
Le frasi ornate, fatte di velluto,
sono soltanto maschere di gesso;
la rima che nel petto ha già battuto
non chiede al cuore alcun vano permesso.
Come una lama fredda di tempesta,
la verità ci fende il bianco velo
e ciò che nel silenzio ora si desta
non cerca sguardi né s’invola al cielo.
Svestiamo le parole della seta,
lasciamo che la carne scriva il pianto;
solo chi trema giunge alla sua meta,
senza l’inganno di un dorato incanto.
Ho chiuso tra le labbra ogni singulto
per non svanire come nebbia al sole,
ma il vero non risponde se sepolto,
vibra nel sangue e rompe le parole.
Siamo l’abisso che vorremmo schivare,
la voce cruda che non sa mentire;
non serve altrove il passo trascinare,
siamo la terra in cui dobbiam fiorire.
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Antonietta Angela Bianco
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