Disarte
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Un’intensa e sofferta immersione nell’atto creativo. La poesia racconta la struggente lotta tra l’ispirazione dell’artista e la materia: un tentativo di catturare la luce effimera degli istanti e trasformare i sogni in forma. Attraverso immagini sinestetiche e potenti ("schizzi d’urla", "sogni impetrosi"), il testo evoca la tensione, quasi una rabbia feconda, che precede il crollo di fronte al foglio e al vuoto dell’eternità ("l’attimo eterno di bianco"). È il ritratto profondo di una ricerca d’arte sospesa tra il desiderio assoluto di creare e la malinconica consapevolezza della fragilità umana. Congratulazioni!😊
Complimenti a te per l’impeccabile analisi. Dipingo. Ma ho sempre dipinto in modo iperrealista e non sono mai riuscito a scrollarmi di dosso questo limite. La poesia descrive esattamente questa mia incapacità a svincolarmi dalla ricerca della perfezione dando sfogo all’arte che ha ispirato i grandi di questo mondo. Tenta di descrivere la rabbia che mi pervade ogni volta che prendo un pennello in mano. Perché riprodurre in pittura una foto esattamente per quella che è. La foto esiste già. Riprodurla ad olio è solo tecnica. Non è arte. Rabbia, infinita rabbia.

