La trama dell’alba
Antonietta Angela Bianco
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Non è un tempio di pietre gelide
il nostro stare insieme,
ma un intreccio di rami che si cercano
come radici vive nella terra scura.
Siamo mattoni spaiati, angoli irregolari,
ma la cura è un legante che stringe,
che colma le fessure della solitudine
e muta il passo solo in un cammino.
Come l’acqua che scava la roccia
per trovare la via verso il mare,
apriamo varchi nei muri del silenzio
perché nessuno resti isolato nello scoglio.
Una parola offerta con dolcezza
è un faro che buca la nebbia fitta,
una coperta stesa contro il gelo,
pane spezzato che rinasce a ogni morso.
Ci sono spalle pronte al carico altrui,
occhi che si fanno specchio e rifugio,
un coro di respiri che s’alza piano
come un inno alla vita che non si arrende.
In questo abbraccio che ci rende interi,
scopriamo la nostra forza più vera,
la gioia che fiorisce nel donarsi
mentre il mondo si fa, finalmente, umano.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
Commenti (1)
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Ausilia Giordano23 luglio 2026
Gli uomini si cercano per vivere insieme positive esperienze, sono tralci e rami intrecciati, uniti da "un legante" che unisce e solleva le anime dalla solitudine, perché gli uomini non sono fatti per vivere da soli. Loro, figli della Misericordia, sanno accogliere parole d’insegnamento, come "faro che buca la nebbia fitta", e unisce e completa l’umanità rendendo gli uomini fratelli. Complimenti alla poetessa.

