Donna: filo di seta, canto di bronzo
Marcella Usai
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Nasci d’aria e di rosa
eppure il mondo ti chiede
il peso della pietra.
Porti sul volto la colpa d’essere luce
quella grazia che gli occhi ottusi
scambiano per un invito
un libro aperto da sfogliare a meta’
e poi richiudere al buio.
Dovrai farti fiamma e geometria
costruire con il sapere
una fortezza d’oro.
Per ogni centimetro di grazia concessa
ti chiederanno
il doppio del cammino
il doppio del prezzo
come se l’ingegno fosse un debito
da saldare alla terra.
Ma tu indossa il tuo corpo
come un vessillo.
Sia la gonna il volo
di una vela al vento.
Sia il bacio una grazia
offerta al tuo solo volere
oppure un tempio
chiuso da chiavi di sale.
Nessuno misuri la tua virtu’
sulla misura dei propri desideri.
Attraverserai mari di parole oblique
l’ombra dell’invidia
e il freno delle mani giunte
l’inganno di chi scambia
la gabbia per protezione.
Ma impara la musica del tuo rifiuto.
Sia il tuo no un fendente di luce
limpido, senza l’eco di una scusa
senza la polvere del senso di colpa.
Sbaglia con orgoglio
perche’ dalle ferite entra la verita‘.
Sii vertigine e radice,
pensiero che svela la trama del mondo.
Sii cosi’ libera e integra
da non cercare altra approvazione
che il tuo stesso respiro
consapevole che un’anima alta
non misura mai il cielo
dal diametro di una gabbia.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
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