Vento solare
Antonietta Angela Bianco
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Amare è scagliare il cuore oltre la nebbia
non come un sasso che affonda nel fango
ma come un dardo di luce che fende la notte,
sfidando l’oscurità a farsi mattino.
Siamo vele che hanno sete di burrasca,
stanche di marcire in un porto troppo calmo,
perché il rischio è il sale che accende il sapore
di un’esistenza che altrimenti sarebbe cenere.
È gettare un ponte di vetro sull’ignoto,
camminare scalzi su promesse di fuoco
mentre l’anima si spoglia di ogni armatura
simile a un albero che si offre nudo al cielo.
Non è un calcolo freddo su fogli di carta,
ma un incendio che divora le vecchie paure,
come un fiore di roccia che spacca la pietra
per bere una goccia di pioggia impossibile.
Chi non osa resta un’eco in una stanza vuota,
una corda di violino che non conosce l’archetto,
mentre noi siamo tempesta, ritmo e vertigine,
una danza sospesa tra il suolo e le stelle.
Rischiare è l’unico modo per non essere spettatori,
per scrivere il nome nel libro del tempo,
trasformando un battito incerto e profondo
nella scossa elettrica che scuote l’universo.
©
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Antonietta Angela Bianco
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