L’assenza
Antonietta Angela Bianco
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Cara mamma,
oggi ti scrivo come si scrive a chi è lontano ma non assente,
come si parla a una luce che non si vede ma che guida.
Ti scrivo seduta nel silenzio,
quello stesso silenzio che ormai da tempo porta il tuo nome.
È in questo spazio fragile che il mio cuore ogni giorno ti cerca,
come una bussola ostinata che punta sempre verso casa.
Sei l’eco nascosta di ogni mio istante, mamma,
il respiro che mi accompagna quando il mio si fa corto.
A volte mi sembra di riconoscere la tua voce nei gesti più semplici,
come una carezza che arriva da lontano,
simile al vento che attraversa una stanza chiusa e la riempie di vita.
Sei stata la forza che sollevava i muri del dolore,
il sorriso capace di incendiare la notte e aprire spiragli di luce
anche quando tutto sembrava perduto.
Non c’è giorno in cui io non ti invochi.
Ti penso mentre cammino, mentre lavoro, mentre provo a dormire.
Sei cucita nei miei gesti come un filo invisibile,
nei pensieri che mi vegliano come stelle fedeli,
perfino nei silenzi,
quei silenzi che parlano di te più di qualsiasi parola.
È lì che ti sento di più.
Mi hai insegnato il coraggio senza clamore, mamma.
Un coraggio silenzioso,
come la roccia che resiste al mare senza muoversi,
come il vento che passa e resta.
Se oggi cammino, è sulle tue orme che poggio i piedi,
se oggi respiro, è del tuo respiro il dono che porto con me,
come un’eredità sacra.
Ci sono giorni in cui vorrei stringerti ancora una volta.
Tornare bambina,
rifugiarmi nel porto sicuro che sapevi creare con una sola parola,
con uno sguardo.
Mi mancano le tue mani,
fari gentili nel buio,
capaci di trovare le mie, anche quando io non sapevo più dove fossi.
Mi manca il tuo sguardo, profondo come uno specchio d’acqua,
capace di leggere l’invisibile in me e di restituirmi a me stessa.
Il vuoto che hai lasciato è un abisso, mamma e a volte fa paura.
Eppure, dentro quell’assenza custodisco ciò che non può morire,
il tuo amore.
Un amore che è fiamma e non cenere,
voce che guida come una stella segreta,
cuore che accompagna anche quando non lo vedo.
Sei presenza nascosta, ma costante.
Ti porto con me in ogni passo.
Sei nel battito che insiste, nel fiato che non si arrende.
Finché avrò respiro e cuore, tu camminerai accanto a me.
Non sarai mai davvero lontana,
perché sei radice nella mia vita,
sei luce che mi orienta anche quando gli occhi non vedono.
Ti scrivo per dirti che continuo,
che provo a essere fedele a ciò che mi hai insegnato,
che ti amo,
oggi come allora, forse di più,
perché l’amore, quando attraversa l’assenza, diventa eterno.
Con l’amore infinito
di tua figlia,
che non smetterà mai di amarti.
©
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