Resta solo l’eco
Si spegne in me la sera che ti nomina,
come un orologio stanco nella nebbia;
la tua voce, che fu radice, ora è penombra
e nel suo tremore la mia solitudine si popola.
.
Non resta che l’eco di un istante,
un filo di silenzio tra le mani;
ti cerco in ciò che fugge e resta,
nella cenere lieve degli anni.
.
In quale angolo del tempo ti dissolvi,
amore che ho perduto senza misura?
Se tutto in me ti sa e ti ricrea,
perché mi manca il battito della tua vita?
.
E così cammino, estraneo e diviso,
metà ricordo, metà ombra errante,
sapendo che al termine del vissuto
sarai la ferita fedele... e la distanza.
.
QUEDA SÓLO EL ECO
.
Se apaga en mí la tarde que te nombra,
como un reloj cansado entre la niebla;
tu voz, que fue raíz, hoy es penumbra
y en su temblor mi soledad se puebla.
.
No queda sino el eco de un instante,
un hilo de silencio entre las manos;
te busco en lo que huye y es constante,
en la ceniza leve de los años.
.
¿En qué rincón del tiempo te deshaces,
amor que fui perdiendo sin medida?
Si todo en mí te sabe y te rehace,
¿Por qué me falta el pulso de tu vida?
.
Y así camino, ajeno y dividido,
mitad recuerdo, mitad sombra errante,
sabiendo que al final de lo vivido
serás la herida fiel... y lo distante.
©
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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