Finitudine del tempo (trilogia del tempo)
Saverio Chiti
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Da solo, nel chiuso della stanza
ripenso al passato
e ha tutto ciò che mi ha condizionato
in carattere e pensieri
così come nelle azioni quotidiane,
e ora che sempre assaporo
la finitudine del tempo
resto estasiato su ciò che ero e ora sono,
una linea retta che mai
ne ha incontrata un’altra simile.
Oh sì, senz’altro qualcosa
apparentemente ci è andata vicina
ma mai ha incrociato il mio cammino,
certo mi è camminata accanto
cercando di evitare i punti
che ogni tanto trovavamo sulla via,
ora che però i limiti del confine
si fanno più vicini, e il buio
spesso mi fa compagnia
ripenso al passato come tempo
in parte perso, fra le frattaglie
di un percorso subito, e non vissuto...
Ora nella finitudine del tempo
a me permesso, resto supino
col lo sguardo al cielo, e mi perdo
nel cielo bruno che diverrà azzurro
appena la luce del sole illuminerà
ogni spazio accanto e su di me,
avrò così la possibilità, forse
di chiedere perdono per ogni peccato
e scusa per ogni mia mancanza
cercando di riempire quel vuoto
con tutto l’amore che mi è rimasto...
Ecco, è giunta l’ora, dall’altra parte
con insistenza mi chiamano,
è il nome mio che sento pronunciare
da una voce che mi pare sovrannaturale
forse assomiglia a quella di mia madre,
è un tono gentile, amabilmente delicato:
_non ti angustiare,
e poni la mente a riposo
distogli i pensieri dall’oggi,
ora è tempo di partire per nuove vie
da percorrere assieme,
ma solo se tu mi dirai d’essere pronto_
Come posso dire di essere pronto
alla finitudine del tempo,
e resto perplesso sul rispondere
oppure ricacciare in me quella voce
che spesso si fa presente per ammonirmi
sul passare del tempo, e ho la continua
visione di rette parallele
così vicine che sembrano sfiorarsi,
forse ho sottovaluto la potenza dell’amore, che tuttora mi accompagna
in un continuo addivenire
di gesti e parole,
Resto perciò ad ammirare le sfumature
del cielo, dal bruno all’azzurro...
Alle prime luci del sole
che filtra fra le cortine della finestra
mi sveglio, e tutto ridiventa vita,
è così che la finitudine del tempo
resta ben oltre al giorno
ancora da vivere...
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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