Le sfumature dell’orgoglio
Marcella Usai
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Non chiede scusa la quercia, né s’inchina
al vento magro che le fronde lima.
Mostra i nodi del tronco e le sue spine
mentre la calla storta s’incatena
al suo stelo d’avorio, muta e sola
custode di un enigma che s’invola
oltre la terra greve.
Vedi il girasole che s’impenna
contro l’ombra, con ostinata pena
e il papavero porpora che trema
ma non cede alla bufera estrema.
Ma dove il freddo intacca la radice
l’orgoglio vira, si fa crosta e fiele.
Per non mostrare la carne che s’infetta
la fibra viva diviene pietra secca
inganno di marmo lungo la scogliera
che finge la foresta e la rinnega
morta per troppa paura d’esser vera.
Ma il muretto di secco non ha linfa.
L’unica forza è l’accettare il male
bere l’inverno, cedere alla brina
per alzare domani, tra le crepe
un filo d’erba verso la marina.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
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