Sogni lacerati
Pierfrancesco Roberti
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sogni lacerati che scendete piano tra le crepe del cuore di una vendemmia aspra,
poema collettivo che cena il pane ed il vino segno antico di un sacerdozio laico,
abbassò lo sguardo e c é una cosa che emanava,
abbracci freddi ed un soffuso vento dell’est,
erutta la lava ed un gabbiano ferito vola coraggiosamente nella paura del silenzio,
sogni lacerati voi che non riuscite a tacere,
perché il ridente vocio appassiona il fumo sottile di tanti amori.
o nudo corpo delle stelle voi che illuminate la notte fonda di rugiada
fortissime emozioni che silenziate le grida dei depressi
fiori robusti voi che assorbite la pioggia sottile di una giornata di ottobre
chiusa di un sogno lacerato profumo di un vento di sempre.
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Pierfrancesco Roberti
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