A mio figlio
Sei venuto nella stagione
in cui i contadini
raccolgono il maggese
ed ancor prima di conoscerti,
quadro senza tela,
in te ho amato
l'uomo che sarai
e che, di lontano,
ancora fisserò
con le pupille stanche
nel giorno dell'ultimo saluto.
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
Commenti (2)
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Rita Minniti17 febbraio 2008
Tenerezza e commozione: ecco quanto sprigionano questi sentiti e dolcissimi versi!
D
Darkside15 aprile 2008
Parole sentite, più che versi. Mi chiedo solo perché il poeta evochi tristezza per un lieto evento.
