Il sogno
Paolo Ursaia
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Dita silenziose
sfiorano il volto,
fresche e delicate;
ardo,
di febbre e dispetto
immobilizzato nella notte,
piegato
da morbo straniero,
che fiacca e straluna.
Più della chimica,
la tua presenza
mi regala pace,
e scende
con le tue carezze
l'oblio della coscienza.
Scivolo nel sonno,
e aggrappato
alla tua mano,
volo via
da questa torrida stanza,
ad inseguir la luna.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (2)
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Mara6025 febbraio 2008
Poesia delicata, piena di tutta la forza dell'autore, anche in un momento di debolezza. Versi armoniosi, molto graditi
Rasimaco25 febbraio 2008
versi molto belli, significativi ed intensi sempre a ricordare al poeta la sua condizione di salvatore di vite anche quando sa che purtroppo non sempre, malgrado il proprio volere, si riesce nell'intento... molto bella

