Stelle marine
Paolo Ursaia
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Giovane era il creato,
d'acqua coperta
ogni cosa.
Nel fondo dei mari,
gran moltitudine
d'esseri;
tra quei,
il prediletto,
ad immagine e somiglianza
di Lui.
Alti lai al Padre
innalzava:
se è mia semenza conoscerti,
o Signore,
perché nell'assoluta tenebra
condannato m'hai?
Si commosse il Creatore,
e mille astri del cielo
inabissò,
a donar luce
agli occhi del figlio.
L'oceano spense
ognuno di quei soli;
altro non rimase
che far emergere le terre,
con loro l'uomo.
Di quei corpi celesti,
nel fondo del mare
altro non resta
che stelle marine...
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (1)
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Clelia Maria Parente2 marzo 2008
Bella e profonda fiaba, ricca di metafore e ben descritta... toglierei dalla nota favola perché favola non è (non ha una morale) . Molto apprezzata!

