A proposito di noi
È glabra la porta che spettina
nel semicerchio del tuo chiamarmi
compasso di ginocchia ad aprirsi
e freme, irrorata dallo sguardo.
Tendaggi al vento, lembi di seta,
che camicetta vezzosa scopre
e nel delta d’orfane asole
colline ondeggiano al tuo respiro;
mi adagio nella nicchia contigua
alla bianca, premendomi, tua pelle,
seno proteso ad incidermi il petto
misura la mia voglia il tuo ventre.
E ruberò goloso il tuo fiato
le mani ad arpeggiarti la schiena
nell’intreccio d’umide colonne
a gocciolarmi coscia per sella.
Lasci risalendo in densa scia
il succo di una voglia che chiede
usi a corrimano il mio turgore
petali ad avvolgere distanze;
sospeso momento di stupore
prima del tuo fondermi di carne
roche le vocali più impellenti
perse nell’abbraccio di un sol corpo.
Ti sento in rumori di risacca
mentre si rincorrono le lingue
scivolo le mani nel tuo solco
violando lo scrigno più segreto.
presso le pareti all’esplosione
frenando la folle mia irruenza
e piacere è già moto d’inerzia
nei sussulti a schiacciarmi le vene
E’ immobile danza di palpiti
nel flebile ondeggiare tuo muto
del ricolmarti in ogni tua piega
il nettare, vestendo, che coli.
Ed è abbandono in folli sobbalzi
corpi che frastuonano il piacere
mentre respiro il fermo tuo sguardo
d’estasi bevendo lenti spasmi.
©
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia6 marzo 2008
Sensualità di classe... ma non meno calda, ardente. Raffinatezza, e carnalità. Molto piaciuta
