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Donne 8 marzo 2008 · lettura 1 min · 5964 letture

Cori di grida

Elisabetta Randazzo 763 poesie pubblicate
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Storie acerbe barricate nelle notti dallo stesso destino. Deboli respiri a contare le ore. Occhi custoditi inchiodati sui muri attraverso le sbarre verso il cielo. Luogo impuro maledetto da suoni di metallo. Nemmeno il vento si arrischia ad entrare. Marchiate come animali sanguinano ripudiate con cori di grida come triste inno. Visione di tenebre notturne, la morte accarezza i morbidi capelli.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Dedicata alle donne ebree che hanno subito maltrattamenti nei campi di concentramento, incontrando la morte

L'autore
Elisabetta Randazzo

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce

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Commenti (7)

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O
Osvaldo Spizzirri8 marzo 2008

Ricordi tristi di crudeli verita' passate, ma attuali a volte nascoste dalla civilta' moderna, per il solo motivo di non vergognarsi dell'immonda bestia che alberga nei cuori di individui, regimi e ideologie, che non hanno rispetto alcuno della dignita' umana. L'universo donna, quel qualcosa di meraviglioso che da la vita, con cui possiamo vedere ed amare l'immenso che ci circonda.Siamo sicuri di conscerlo veramente...?

L
Laura Cappellini8 marzo 2008

'cori di grida'..già il titolo lascia traccia in cuore. Donne che invece di cantare musica e melodia per gioia e divertimento hanno dovuto soffrire e gridare per mano di altri, anche di altre donne! Dell'umana vergogna non c'è limite e la poesia lo testimonia.Come sempre l'autrice sa usare le parole giuste per arrivare a noi.

8 marzo, un coro di grida che ritorna come eco dal passato e si riaccende tristemente in una realtà che, sotto molti aspetti, non è cambiata... poi sfuma nelle tenebre notturne... come evidenziato dalla struggente chiusa di questa bellissima dedicata.

N
Nicomar8 marzo 2008

Sono queste le parole da dire, da gridare in queste occasioni, ricordare tutti i momenti bui che la storia riporta, tutte le violenze e gli abusi che le persone, soprattutto le donne, hanno subito e ahimé continuano a subire. E’ triste e sconsolante viceversa vedere che tali ricorrenze vengano camuffate, per evitare qualsiasi presa di coscienza...

Paolo Ursaia8 marzo 2008

Versi raffinati, toccanti, di tragica bellezza; la storia, a monito, ad eterna memoria; molto piaciuta

M
Marina Como8 marzo 2008

Un linguaggio essenziale che scocca il pennello su colori grevi, dove il vento regna sovrano e sovrasta le grida. La persecuzione dedicata alle donne ebree, ma che si può adattare a moltissime altre circostanze della storia. A me ricorda molto anche la persecuzione delle streghe, sarà per l'aria tenebrosa che si respira, ma... ”il cielo” è comunque presente, quasi una speranza.

P
Paolino19 aprile 2010

Dedica forte, intensa toccante! Versi molto profondi e coinvolgenti. Poesia apprezzatissima e condivisa!