Il navigatore
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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in questa poesia i cui versi, eleganti come di consueto, intrisi di profonda verità denunciano qualcosa che é una piaga diffusa. In questa nostra Italia é invalso l'uso di riempirsi di paroloni e da pulpito predicare, ma quando bisogna agire, ben pochi son quelli che tiran su le brache. Da quì la veemente arringa in versi, qual novello Cicerone, del nostro Poeta con la ”p” maiuscola per evidenziarlo.
Spesso succede che chi ha mano il timone si ritrova da solo a decidere la rotta e spesso chi prima era con lui, poi si defila, per vigliaccheria, per invidia, chissà per quanto altro ancora... e allora si rimane soli... ma si deve avere il coraggio delle proprie scelte e chi sceglie è sempre più avanti... un passettino in più... perché è un uomo! Bella poesia, apprezzata per stile, come sempre, e contenuto.


