Mi manchi

E’ stato mio l’errore:
stare troppo bene.
Già, perché con te
Sfioravo quella pace che non conoscevo.
Ed era bello toccare la pioggia
Senza ritrovarmi le mani sporche di fango.
E’ stato mio l’errore:
volerti troppo bene.
Eri un soffio di aria pura
In un mondo oppresso dai fumi.
Eri luce, quella che tu amavi,
nel mio Inferno.
Ed ora cosa mi rimane?
Dolore.
Solo Dolore.
Madama Dolore non mi abbandona.
Non mi lascia in un angolo,
mi raggiunge, mi sfiora i capelli,
mi sussurra i ricordi all’orecchio.
”Ricordi me e le tue paure? ”
La sua voce è strascicata.
Le sue dita sono più fredde della Dama Nera.
Perché non avvolgono il mio collo
Non mi lasciano morire.
No.
Madama, è li, mi fissa.
Hai i tuoi occhi.
Te li ha rubati per torturarmi?
Ha la tua voce?
Sei tu che mi parli?
E’ stato mio l’errore,
crederti sicuro,
ma solo ora ho imparato
che niente si da per scontato.
Nemmeno te.
Mi manchi.
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Commenti (1)
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Marco Quartiani17 marzo 2008
Scritto molto sentito e avvolgente. Purtroppo quando si perde qualcosa di importante è il senso di vuoto che rimane... bella poesia!
