Solitudine
Il bianco cappello
al limitar del ciglio
ruggente salsedine
morde crepe crude
pescano gli agavi
sui gradini di stoppie
in caligine seppie
sfrigolano mute
lamenta il vento
sui tetti clivi
dondola un gallo
ferito di ruggine
nel quieto meriggiare
molle il gabbiano
sugli scarti del giorno
s’appoggiano vele
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Franca Pistellato18 marzo 2008
Sono particolarmente sensibile ai versi evocativi. Quelli che si servono delle immagini per suggerire lo status quo. Una marina consunta e casalinga, quasi crepuscolare, mi ha sorpreso con la pelle d'oca. Ottima scelta lessicale.
Mirella Crapanzano18 marzo 2008
Stupende metafore evocano un malinconico pomeriggio... una poesia suggestiva, emozionante

