Notturno Ottonario
È un’altra notte che accende
palpiti e sorrisi muti
scrollando nuvole grigie
di scialle ai piedi di pelle;
mi leggi nei baci d’aria
fogli inarcando del collo
tratteggiando aureole brune
lingua sui seni a planare;
protendo stille d’umori
sotto immaginati fianchi
dettando gesti a scalfire
la distanza dal tuo ventre.
Pieghe di labbra arpeggiano
dite ricurve sul fiore
rorido ondeggiare lento
pelvica simulazione.
Ai pixel dei nostri corpi,
brame di sguardi colando,
modello ansiti urgenti
disegnandoti parole;
dislessici baci al vetro
deflorandoti la mente
e di illusioni arrotolo
la mia carne in adozione.
La vertigine sorprende
negli spasmi ad annullare
il pensiero dal tuo corpo
mentre lacrima il piacere.
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia18 marzo 2008
Sensualità... versi che colpiscono sempre, e non si ripetono mai. Molto piaciuta
