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Riflessioni 24 marzo 2008 · lettura 1 min · 3404 letture

La caverna

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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V'agitate scomposte, ombre animate sulle volte di caverne antiche illuse di blandir, concupir consensi come saltimbanchi d'un gioco senza fine. Ed il trucco riesce, oggi come allora; gente cieca s'accontenterà di simulacri invece di trovar nel fondo di squallide spelonche la vostra vera natura.
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Il Mito delle ombre nella grotta... e le moderne (?) elezioni...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (4)

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M
Mara6024 marzo 2008

Sottilmente ironica, un pò amara poesia, dotta, ben scritta, letta con molto piacere. E con un pò di disagio. Insomma, colpita...

O
Osvaldo Spizzirri24 marzo 2008

l' llusione dei poveri... la ricchezza degli iniqui la semplicitaà la virtu dei forti facile da comprendere amara da ingoiare..

S
Stefano Toschi24 marzo 2008

Gustosi versi al vetriolo giocati sulla classica immagine platonica della caverna riconvertita a significare la vana illusorietà delle promesse elettorali e la falsità dei loro interpreti, solo che in questo caso il ”risvegliato”, anziché scoprire il luminoso mondo delle Idee, troverà in fondo alla spelonca nient'altro che troppo voraci saltimbanchi. Sarà ancora possibile trovare l'uscita e tornare a vedere il sole?

Rasimaco24 marzo 2008

versi stupendi che con una ironia sottile ed elegante quanto pungente traccia una stimmate netta di una classe di direttori d'orchestra che non suona. E noi poveri cittadini inermi davanti allo sfacelo paghiamo lo scotto delle lordure dell'anzidetta classe... stupenda ed apprezzata.