La caverna
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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Sottilmente ironica, un pò amara poesia, dotta, ben scritta, letta con molto piacere. E con un pò di disagio. Insomma, colpita...
l' llusione dei poveri... la ricchezza degli iniqui la semplicitaà la virtu dei forti facile da comprendere amara da ingoiare..
Gustosi versi al vetriolo giocati sulla classica immagine platonica della caverna riconvertita a significare la vana illusorietà delle promesse elettorali e la falsità dei loro interpreti, solo che in questo caso il ”risvegliato”, anziché scoprire il luminoso mondo delle Idee, troverà in fondo alla spelonca nient'altro che troppo voraci saltimbanchi. Sarà ancora possibile trovare l'uscita e tornare a vedere il sole?
versi stupendi che con una ironia sottile ed elegante quanto pungente traccia una stimmate netta di una classe di direttori d'orchestra che non suona. E noi poveri cittadini inermi davanti allo sfacelo paghiamo lo scotto delle lordure dell'anzidetta classe... stupenda ed apprezzata.

