L'impotenza di una distanza
... Ed era già preventivata
l’impotenza di una distanza
tra il sorriso incollato al vetro
e mie consapevoli smorfie;
lacera a tempo, la tua carne,
sopra orizzontale prigionia,
ma tu, virtuale illusionista,
estrai dalla tua notte il sole;
ti aggrappi a funi di parole
per staccarti d’assenza d’aria,
che ai tuoi lombi stanchi ristagna,
salendo a cieli di speranza.
È corda forse ancora corta
che da sterno protendo al viso
per fermare il tuo chiaro sguardo
alla calda luce che ti offro.
Taci un dolore sconveniente
nel chiacchierio di vicinanze
combatti, forse alla mia cima,
esorcizzando ogni paura.
Si, era già preventivata
l’impotenza di una distanza,
annaspo nei giorni sospesi
sparando bengala dal cuore.
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia27 marzo 2008
Poesia carica di pathos, vissuta sulle emozioni; linguaggio raffinato, colto. Molto piaciuta
