La mano tesa
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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Poesia di grande umanità, dove l'amore non è più semplicemente un buon sentimento ma compenetrazione ed immedesimazione. Amore non ideale ma incarnato.
Tendere la mano è sempre un grande gesto di coraggio e di forza, di solidarietà e d'amore ed è questo, solo questo che possiamo offrire a chi soffre per ingiustizia... è così che si lotta, si vive, si cambia, per una società senza più discriminazioni, senza più ingiustizie e violenze... Molto apprezzata.
”Rido amaro” il perché di tanta sofferenza, l'amore del nostro ”Dio”qualncque sia il suo nome, è amore, parole per dire le sofferenze del mondo...! la comprensione di ”Lui” il nostro perdono... noi suoi figli potrermmo comprendere mai l'infinito..? nò.. siamo sui figli... solo che non siamo ”Dio”... la nostra vanità..? Paola sei infinita... me meschino..!
Solo in Dio si può confidare e sperare, difficile comprendere i suoi disegni su ciascuno di noi. Difficile accettare il dolore. Offrire tutto a Lui e niente altro. Molto bella.
versi di una profondità straordinaria. L'animo sensibile del poeta, che definisco sublime, coglie in questa poesia uno degli aspetti più negativi del nostro tempo e con versi fluidi, eleganti e raffinati lo sciorina davanti ai nostri occhi facendo trapelare un lieve cenno ironico nella chiusa. Stupenda!



