Nel tempo di un abbraccio silenzioso
L’impotente mio protendere mano
per asciugarti sale sul sorriso
- dentro la gabbia scalpito di passi -
accentua la distanza che m’imbriglia.
Gli occhi tuoi tristi annegano nel vuoto,
implorando un dignitoso respiro,
e solo rena baciata dal sole
vorrei fosse la mia pelle a sdraiarti.
Immature le parole stonano
nel tempo di un abbraccio silenzioso
e vale più il tenerti per mano
che dirti le bugie per convenienza.
Ancora non sappiamo quel che è dato,
ciò che destino scrive sulle foglie,
solo possiamo alzare sguardo al cielo
solcando questo giorno con coraggio.
©
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia13 aprile 2008
Classiche quartine, pulite e lineari, di sublime eleganza, per una poesia intima; una grande riflessione poetica. Piaciuta
