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Introspezione 15 aprile 2008 · lettura 1 min · 3315 letture

Ambizioni private

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Scrivo, come fossi seduto all'ombra d'un albero; nelle mani un nodoso bastone a guidar le pecore c'altro non sono che idee e pensieri della mente. M'illudo d'esser poeta non per ambizione: è la maniera mia d'essere solo.
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Solitudine...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (6)

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Massimo Imperato15 aprile 2008

La metafora del poeta che nella solitudine guida i pensieri come gregge e per attrezzo usa la penna e non il bastone. Efficace ed intensa.

Mirella Crapanzano15 aprile 2008

”... E' la maniera mia d'esser solo. ” Con questa chiusa una immagine bellissima del poeta e della sua poesia.. un atto di grande intimità, vissuto profondamente e con padronanza di sé, delle proprie emozioni.

O
Osvaldo Spizzirri15 aprile 2008

”scrivo”.. i pensieri, le contraddizione che l'autore sente nell'animo, nel credere di non essere un poeta... crede che i suoi pensieri scritti.. che guida con la mente ciò che esce della sua fantasia... sono delle superficialità... rimanedo con la sua ambizione.. non essere un poeta...! Bellissima

O
Orma Detruria15 aprile 2008

la stesura è perfetta e l'intento dell'autore è altrettanto riuscito. non è facile mettersi a nudo così e con altri riuscire a condividere il gioco dello scrivere, l'inventare, il saper comunicare incanti di emozioni, straripamenti dell'anima, dire con la stessa intensità di drammi e lampi di felicità. questo ci succede in momenti quasi sempre nascosti, quasi mai per volontà, mai per vana gloria. molto piaciuta.

A
Aledam15 aprile 2008

Versi che rivelano una estrema sensibilità. Splendido il richiamo alla consapevole scelta d'esser soli.

Rasimaco15 aprile 2008

poesia di intensità straordinaria in cui il poeta-pastore guida il suo gregge di pensieri con quella sua ”aurea”penna. Ed ecco ancora un cesello di schiettezza e di bellezza nella solitudine agreste di verdi pascolid el pensiero. Stupenda e piaciuta.