Paestum
Il silenzio di queste pietre
ferme nel tempo e nel ricordo
rinnova l'eco della tua voce,
di quando giungevi improvvisa,
quasi non sentita, ma attesa
come luce che, nella sera,
ci rammenti d'esser vivi.
I tuoi capelli chiari
erano luna nelle mie notti,
l'aria nella mia bocca
aveva il profumo delle tue labbra,
sapeva dell'estate,
dell'amaro sapore di ogni stelo d'erba
celato nelle orme di questi antichi passi.
Solo, so che non te cerco,
ma il sopraffatto ricordo
di quei miei giovani anni,
trasparenza di sospese attese
filtrate da riverberi d'opale
persi tra pietre che il tempo
ancor non vince.
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
Commenti (1)
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D
Darkside15 aprile 2008
Trovo la poesia interessante a livello stilistico, di contenuto, e anche di musicalità. Suggerisco solo di rivedere la scorrevolezza di qualche verso un po' più aspro di altri. Poi diventa un gioiellino.